ASTOLFO ENRICO SCURI: L’INVINCIBILE

di CLAUDIO ENRICO BALDINI

IL RITIRO DALL’ATTIVITA’

Un omaggio al grande atleta e’ dedicato sulla Provincia del 21 ottobre 1906 in prima pagina. Fra l’altro e’ detto: “…impensierito dal continuo aumento di peso, ma giacche’ senza sport Egli non saprebbe vivere, s’e’ dedicato alla scherma ed all’equitazione. Cio’ gli ha gia’ procurato la diminuzione di 20 chilogrammi in sei mesi e speriamo voglia arrestarsi che, altrimenti, il nostro campione se ne andrebbe come neve al sole. Con tutta la sua forza Enrico Scuri non e’ capace di far male ad una mosca. Egli e’ il piu’ caro degli amici ed il piu’ allegro dei compagni nelle feste invernali di cui e’ uno dei piu’ assidui organizzatori e dei piu’ instancabili ballerini…”.

Ed e’ in una di queste feste che incontra Maria Sala, sua futura sposa, con la quale “impianta casa” al numero 5 di Vicolo Novaria a Pavia.

Da quel momento si dedica agli affari. Commercia in fiori e si costruisce una vera fortuna. Nel 1928 si trasferisce a Sanremo; acquista il famoso Hotel Europa e vive anni ruggenti di prosperita’.

Nel 1935 un male attacca la sua forte fibra. Torna a Pavia e viene ricoverato al San Matteo. Il prodigarsi dei Luminari della grande Universita’ a nulla vale. Il Campione, l’invincibile, l’Atleta principe muore il 26 settembre 1935.

Riposa accanto al padre ed alla madre nel piccolo cimitero di San Lanfranco, a pochi metri dall’amato Ticino, nella tranquilla serenita’ della prima campagna pavese. Un bronzo dell’artista Cairo lo ritrae in eta’ matura ai piedi della lapide della cappella ove e’ apposta una luminosissima imagine dell’Atleta. E’ la stessa pubblicata dalla Gazzetta dello Sport nel maggio del 1898. Semplice la scritta: “Qui riposa Enrico Scuri, Campione dello Sport”.

                                                                         Claudio Enrico Baldini